LASER PER IPERPLASIA PROSTATICA BENIGNA (IPB)

La terapia medica per trattare l’Iperplasia Prostatica Benigna (IPB) si avvale principalmente dell’utilizzo di integratori a base di serenoa repens, farmaci alfalitici (tamsulosina, silodosina, alfuzosina) e farmaci inibitori dell’enzima 5-alfa-reduttasi responsabile della conversione del testosterone in diidrotestosterone (dutasteride, finasteride).

Il trattamento chirurgico si propone a coloro che hanno un peggioramento della suddetta sintomatologia nel tempo, nonostante l’assunzione di farmaci e/o integratori abitualmente usati per curare tale patologia. Si è passati dall’Adenomectomia TransVescicale, che prevedeva un intervento a cielo aperto con taglio, a procedure endoscopiche quali la TURP (Resezione Prostatica TransUretrale) ed in seguito all’utilizzo dei laser quali holmium (es. HoLEP/HoLRAP)*, thulium (ThuLEP/ThuVARP), il diodi (DiLEP), il laser ‘verde’ (GreenLEP) per enucleare e/o vaporizzare l’adenoma prostatico, ovvero la parte centrale della ghiandola responsabile dell’ostruzione.

Esistono inoltre ulteriori tecniche mini-invasive che permettono di distruggere il tessuto prostatico in eccesso mediante l’utilizzo di altre energie, ad esempio acqua (Aquabeam) o vapore acqueo (Rezum) oppure che prevedono un accesso trans perineale (TPLA) anziché tradizionalmente trans uretrale.

*per un approfondimento in lingua inglese segui questo link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30734073/